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Marco Mori: tra guerra e speculazioni

Fabbrica Della Comunicazione
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Marco Mori: tra guerra e speculazioni
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In questo video di Fabbrica della Comunicazione la giornalista Beatrice Silenzi intervista l’avvocato Marco Mori. argomento del giorno: guerra e speculazione

Nuovo punto di vista sulla situazione nazionale ed internazionale compiuto dall’avvocato Marco Mori – già Italexit – intervistato da Beatrice Silenzi – Giornalista. Siamo in una situazione attuale molto compromessa e la preoccupazione riverbera sulle imprese. Considerando anche che il caro bollette è arrivato ad essere non più sostenibile, al punto che le aziende preferiscono chiudere i battenti.

Il Governo Draghi con le sue scelte scriteriate non ha avvantaggiato nessuno e l’aumento indiscriminato di luce e gas non dipende dalla guerra ma da una mera speculazione. Non si ipotizza nessun intervento nemmeno dalla Banca Centrale, che potrebbe creare denaro, dal momento che i trattati europei vietano un suo intervento solo a favore degli Stati, ma non verso le imprese! Anche per quanto riguarda l’Art.11 della Costituzione, secondo cui l’Italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, l’interpretazione che ne è stata data è totalmente sbagliata, dal momento che stiamo armando l’Ucraina nel conflitto contro la Russia.

GUERRA E SPECULAZIONI

C’è un dato ormai chiarissimo. Prima di tutto non mettiamo in discussione il fatto che la pandemia e la guerra in Ucraina abbiano causato grandi turbolenze economiche globali. Però, non è affatto vero che sono le sole cause dell’inflazione nel mondo e della continua recessione economica. L’aumento prezzi dell’energia e dei beni agricoli sono da tempo dovuti alla speculazione. Questo significa che il costo del gas, del petrolio e del grano non dipendevano dall’offerta e dalla domanda fisica di quei beni. Tutto ciò dipende dalle centinaia di migliaia di scommesse sull’andamento del loro prezzo. Questo fenomeno aveva già portato i prezzi alle stelle con conseguenze devastanti per le economie e i consumi reali.

La guerra, di fatto, aggiunge a questo meccanismo speculativo un dato ulteriore. Questo perché rappresentato dal concreto rischio del venir meno di una parte importante della produzione. Quindi, ancora una volta la speculazione la fa da padrone. Colpa dei soliti manovratori del mercato e delle borse. In conclusione, è davvero ipocrita che si chieda, anche giustamente, l’immediata sospensione delle attività belliche. Allo stesso tempo non s’interviene contro la speculazione i cui effetti devastanti si riverberano a livello globale. 

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