ESSERE DURI, ESSERE STOICI.

ESSERE DURI, ESSERE STOICI.
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Su Fabbrica della Comunicazione, la rubrica Approfondimento Stoico è a cura dello scrittore Michele Putrino con Beatrice Silenzi, direttore responsabile.

Lo stoicismo – indirizzo filosofico della scuola greca fondata ad Atene da Zenone di Cizio – persegue il raggiungimento della felicità, ma l’unico modo per farlo è seguire la propria natura.

La natura umana è però duplice: da un lato ci sono gli impulsi (desideri del corpo), dall’altro la ragione che, sostanzialmente, fa trovare le soluzioni giuste, appropriate.
La virtù della ragione determina felicità, i vizi, al contrario, un senso di inadeguatezza e di insoddisfazione.

Sono virtù, quelle che corrispondono alle cardinali Prudenza (nell’agire con intelligenza) Temperanza (data dalla moderazione nelle passioni) Giustizia (nello scegliere ciò che è giusto) e Fortezza (determinata dalla forza d’animo, ovvero “l’aver carattere”).

I vizi – anch’essi quattro – sono i rispettivi opposti di Imprudenza, Dissolutezza, Ingiustizia, Viltà.

Ci sono poi le azioni indifferenti, che non assicurano felicità, anche se spesso gli uomini credono di sì, ecco perché devono essere vissute con distacco e moderazione: Salute, Ricchezza, Piacere.

È necessario che la parte migliore dell’uomo (la ragione, l’intelligenza) domini i suoi impulsi e grazie ad essa, riesca a controllarsi.

Naturalmente si può essere felici anche nelle circostanze più avverse, poiché, quando l’individiuo sa di aver fatto tutto quello che era nelle sue possibilità, acquisiusce consapevolezza. 
Gli stoici sono fatalisti, perciò ogni cosa in natura è provocata dalla necessità.

Seneca, Epitteto e Marco Aurelio sono tra gli stoici nuovi e più importanti.

Oggi lo Stoicismo deve essere vissuto in un’ottica specifica, secondo Putrino. Esistono quattro tipi di esseri umani: gli stupidi per natura, gli stupidi per scelta, i pessimisti e i duri.

Sui primi non c’è molto da dire, lo sono per via dell’ambiente sociale e della famiglia in cui sono cresciuti, o per motivi fisiologici.

I secondi sono coloro che nel passato hanno avuto modo di guardare in faccia la realtà per quella che è. Non è stata di loro gradimento e si sono rifugiati in mondi ideali e nelle illusioni. 

I pessimisti sono tra gli individui più intelligenti, vedono la realtà per quella che è, comprendendo che essa è spietata e, proprio per via del loro eccesso di intelligenza, non riescono neppure ad autoingannarsi, restando frustrati della loro scelta di vita.

Gli ultimi, i duri, hanno bisogno di guardare in faccia la realtà per quella che è ma, a differenza dei pessimisti, hanno deciso di accettarla e di giocare con le sue regole. Sono gli Stoici moderni.

Per molti sono “crudeli”, “cinici”, “spietati”, “malvagi”, “egoisti”, “diretti”, ma riescono a vivere in base alla loro “volontà di potenza”, l’unico modo, quello più corretto di stare al mondo.

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