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Su Fabbrica della Comunicazione la rubrica Libero Pensiero è cura di Beatrice Silenzi – giornalista e direttore responsabile, qui con Riccardo Magnani.

L’argomento centrale è La Gioconda, probabilmente l’opera più celebre al mondo, sicuramente la più conosciuta di Leonardo Da Vinci, genio straordinario che il ricercatore e scrittore Riccardo Magnani studia da anni. 

La Gioconda deludente, in base ad un’indagine compiuta su un nutrito gruppo di turisti da un portale specializzato: per il 37 per cento, il quadro lascia i visitatori impressionati negativamente.
Sul giudizio pesano le difficoltà per rintracciare il quadro attraverso i lunghi corridoi del Louvre, la fila per ammirarlo, la folla accalcata di fronte al quadro e il prezzo del biglietto.

La Gioconda imbrattata al Louvre da due sedicenti “attiviste ambientaliste” che hanno gettato della zuppa, fortunatamente, sul vetro blindato che la protegge all’interno del Louvre.
Azione avvantaggiata dal museo stesso per portare avanti l’ideologia green?

La Gioconda torna in auge in questi giorni a causa delle dichiarazioni rilasciate dalla geologa Ann Pizzorusso, italoamericana che al “The Guardian” rivela come il panorama alle spalle del dipinto ci sia “la zona del Lago di Como, per la precisione il Lago di Garlate, il ponte Azzoni Visconti e le Prealpi”

Prosegue “il ponte ad arco era diffuso in tutta Italia e in Europa e molti erano simili. È impossibile identificare un luogo esatto solo da un ponte.
I geologi non guardano i dipinti e gli storici dell’arte non guardano la geologia.
Gli storici dell’arte hanno detto che Leonardo ha sempre usato la sua immaginazione, ma si può dare questo quadro a qualsiasi geologo del mondo e diranno quello che sto dicendo su Lecco. Anche un non geologo ora può vedere le somiglianze”.

Se la Pizzorusso dagli Stati Uniti ripercorre il cammino di Leonardo di cinquecento anni fa, molto prima di lei ha fatto Riccardo Magnani, il quale fa notare come fosse giunto alle stesse affermazioni della geologa già diversi anni fa, quando le sue teorie furono riprese da numerosi giornali nazionali.

Secondo le sue ricerche, nel dipinto sarebbe ben visibile anche il monte San Martino sottolineando che “oltretutto a essere collegato al paesaggio attorno a Lecco non sarebbe solo la Gioconda, bensì tutti i dipinti di Leonardo in cui un paesaggio è riconoscibile, a eccezione di quello che erroneamente viene individuato come il ritratto di Ginevra de’ Benci, oggi conservato presso la National Gallery di Washington”.

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