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Su Fabbrica della Comunicazione la rubrica Spoiler – podcast è cura di Beatrice Silenzi – giornalista e direttore responsabile.
L’Ingegnere del Consenso. Come Edward Bernays ha scritto le regole della manipolazione moderna.
Siamo governati, le nostre menti sono plasmate e i nostri gusti formati in gran parte da uomini di cui non abbiamo mai sentito parlare. Questa non è la trama di un romanzo distopico, ma una delle tesi centrali di “Propaganda”, il saggio rivoluzionario pubblicato nel 1928 da Edward Bernays, nipote di Sigmund Freud e considerato il padre delle moderne pubbliche relazioni.
Il libro, un manuale tanto lucido quanto inquietante, svela come una minoranza invisibile sia in grado di dirigere le abitudini e le opinioni delle masse.
Bernays non condanna questo processo; al contrario, lo definisce un elemento fondamentale e necessario per il funzionamento di una società democratica complessa.
Nasce così il concetto di “ingegneria del consenso”: l’arte di manipolare in modo consapevole e intelligente il pubblico per guidarlo verso obiettivi predeterminati, che siano essi commerciali, politici o sociali.
La Psicologia al servizio della Persuasione
Attingendo a piene mani dalle teorie dello zio Sigmund Freud e dalla psicologia delle folle di Gustave Le Bon, Bernays sostiene che la massa non agisce secondo logica, ma è mossa da impulsi, emozioni e desideri inconsci.
Il propagandista efficace, quindi, non deve convincere con dati e argomentazioni razionali, ma sedurre attraverso simboli, metafore e leve emotive.
Gli esempi pratici che Bernays porta sono diventati leggendari. Fu lui a trasformare la colazione con uova e pancetta in un rito tipicamente americano, convincendo i medici a dichiarare che un pasto abbondante al mattino fosse salutare.
E fu sempre lui a orchestrare la celebre campagna delle “Torce della Libertà”, che nel 1929 associò il fumo di sigaretta all’emancipazione femminile, spingendo le donne a fumare in pubblico come gesto di ribellione e indipendenza.
A quasi un secolo di distanza, le tesi di Bernays sono di una straordinaria attualità. Il “governo invisibile” di cui parlava si è evoluto, ma i suoi meccanismi sono più potenti che mai.
L’ingegneria del consenso oggi si chiama marketing digitale, comunicazione politica, influencer marketing e, nella sua forma più oscura, disinformazione.
I social network e gli algoritmi hanno amplificato a dismisura la capacità di raggiungere e persuadere il pubblico, sfruttando le stesse leve emotive che Bernays aveva identificato.
Le fake news, le bolle informative e le campagne virali non sono altro che l’evoluzione estrema delle tecniche descritte nel suo manuale.
Leggere “Propaganda” oggi significa ricevere uno strumento potentissimo per decifrare il mondo che ci circonda.
Ci costringe a porci una domanda fondamentale e profondamente scomoda: le nostre scelte, le nostre opinioni e i nostri desideri sono davvero frutto di un libero arbitrio, o siamo ancora mossi da abili ingegneri che tirano i fili della nostra mente?
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