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La rubrica L’Altra Domenica è a cura dello scrittrice e giornalista Enrica Perucchietti e Beatrice Silenzi, direttore responsabile di Fabbrica della Comunicazione.
IL CASO EPSTEIN FA TREMARE I POTENTI DELLA TERRA
Il caso degli Epstein Files continua a scuotere l’opinione pubblica mondiale, emergendo prepotentemente dal sottobosco del web per imporsi anche sui media mainstream.
Nonostante il passare degli anni, quello che inizialmente appariva come uno scandalo circoscritto a un “finanziere depravato” si sta rivelando un vero e proprio vaso di Pandora, capace di far tremare le fondamenta dell’élite globale.
Enrica Perucchietti, giornalista e scrittrice, che ha intrapreso il mastodontico lavoro di analisi delle centinaia di migliaia di documenti desecretati, avverte: non è un compito facile.
Tra milioni di file spesso duplicati e materiali volutamente resi difficili da consultare (con immagini e video sepolti dietro codici numerici), emerge una rete di potere che va ben oltre il jet-set di Hollywood.
Lo scandalo sta colpendo diplomatici alle Nazioni Unite, ex ministri francesi come Jack Lang, e figure chiave della politica britannica e norvegese.
Secondo quanto emerso, Jeffrey Epstein non era solo un predatore, ma un “facilitatore” e uno snodo centrale tra l’alta finanza e la politica internazionale.
La sua ascesa fulminea, partita dalla Dalton School senza titoli accademici e arrivata alla gestione dei patrimoni di giganti come Leslie Wexner (fondatore di Victoria’s Secret), suggerisce una protezione sistematica.
La Perucchietti sottolinea come Epstein avesse costruito una ragnatela di relazioni all’ombra dell’intelligence (americana e israeliana), probabilmente utilizzando il ricatto come strumento di controllo.
Un dato inquietante emerge dalle dichiarazioni della procura: circa 2 milioni di documenti sono stati esclusi dalla pubblicazione perché contenenti materiale estremamente sensibile legato a violenze, torture e morte.
Tuttavia, nei file pubblicati a fine gennaio, compaiono già riferimenti a minacce di morte e scambi di video atroci, confermando che il livello di depravazione e coercizione del sistema Epstein era superiore a quanto immaginato.
Dall’analisi dei messaggi WhatsApp e delle e-mail, emerge che il legame con Epstein non si è interrotto dopo la sua prima condanna del 2008.
Molti potenti, tra cui figure di spicco del World Economic Forum e della famiglia Rothschild, hanno continuato a intrattenere rapporti con lui per anni. “È un gioco del domino”, spiega Perucchietti. Quando un tassello cade, trascina con sé l’intera struttura.
La fine di Epstein: suicidio o eliminazione?
Infine, l’articolo affronta il tema della morte di Epstein.
Mentre sul web circolano teorie del complotto che lo vorrebbero ancora vivo, l’analisi giornalistica suggerisce una strada più lineare ma altrettanto oscura: una volta diventato “inutile” e, soprattutto, pericoloso per i suoi protettori a causa della mole di dossier in suo possesso, Epstein sarebbe stato semplicemente scaricato o “fatto fuori” dal sistema stesso.
Il caso Epstein non è dunque solo una cronaca di crimini sessuali, ma la radiografia di un potere deviato che ha usato la tratta di minori e il ricatto come valuta di scambio per decenni.
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