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La rubrica L’Altra Domenica è a cura dello scrittrice e giornalista Enrica Perucchietti e Beatrice Silenzi, direttore responsabile di Fabbrica della Comunicazione.

Negli Stati Uniti il fenomeno UFO è tornato improvvisamente al centro del dibattito pubblico. Non nei podcast o nei documentari di nicchia, ma direttamente nelle dichiarazioni di politici, membri dell’intelligence, ex piloti militari e persino rappresentanti istituzionali vicini all’amministrazione Trump.
Una situazione che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata fantascienza politica e che oggi, invece, viene trattata con crescente serietà anche da parte dei media mainstream.

Il punto di svolta più recente è arrivato l’8 maggio, quando il Pentagono ha desecretato oltre 160 documenti tra immagini, video e fascicoli relativi ai cosiddetti UAP, gli “Unidentified Anomalous Phenomena”, ovvero i fenomeni aerei non identificati.
Una pubblicazione che, almeno ufficialmente, rappresenterebbe un passo verso quella che molti definiscono ormai apertamente “disclosure UFO”: la graduale rivelazione al pubblico dell’esistenza di fenomeni inspiegabili monitorati per decenni dalle autorità statunitensi.

La questione, tuttavia, è molto più complessa di quanto sembri. I documenti diffusi non contengono prove definitive dell’esistenza di extraterrestri. Nessuna “pistola fumante”, nessun corpo alieno mostrato in conferenza stampa, nessuna conferma ufficiale di civiltà provenienti da altri pianeti.
Eppure, qualcosa di importante emerge comunque: il Pentagono e l’intelligence americana considerano il fenomeno reale, degno di monitoraggio e potenzialmente rilevante per la sicurezza nazionale.

È proprio questo il punto che alimenta interrogativi e sospetti. Perché parlarne proprio adesso?
Perché dopo decenni di silenzi, derisioni e insabbiamenti improvvisamente si moltiplicano audizioni al Congresso, interviste e dichiarazioni pubbliche?
Secondo molti osservatori, la tempistica non sarebbe casuale. L’amministrazione

Trump attraversa un momento difficile tra polemiche internazionali, tensioni geopolitiche e il ritorno del caso Epstein, che continua a pesare sull’opinione pubblica americana. In questo contesto, il tema UFO potrebbe rappresentare anche uno strumento di distrazione mediatica.

Negli ultimi anni, inoltre, il fenomeno è stato progressivamente “normalizzato”. Figure come David Grusch, ex funzionario dell’intelligence dell’aeronautica americana, hanno dichiarato pubblicamente che gli Stati Uniti avrebbero recuperato materiali non umani e persino entità biologiche legate a presunti velivoli sconosciuti.
Dichiarazioni clamorose che, se pronunciate dieci anni fa, sarebbero state archiviate come deliranti e che oggi invece vengono ascoltate nelle sedi istituzionali.

Accanto all’ufologia classica, quella che immagina extraterrestri provenienti da galassie lontane a bordo di astronavi, sta tornando in auge anche una corrente molto più controversa e affascinante: l’ufologia parafisica.
È una visione portata avanti da studiosi come Jacques Vallée e John Keel, secondo cui il fenomeno UFO non sarebbe semplicemente extraterrestre, ma multidimensionale.

Secondo questa interpretazione, le entità che oggi chiamiamo alieni sarebbero in realtà manifestazioni di qualcosa che accompagna l’umanità da sempre.
Nel passato avrebbero assunto la forma di spiriti, demoni, fate o creature del folklore; oggi invece si presenterebbero attraverso simboli tecnologici più adatti all’immaginario contemporaneo.
Il fenomeno muterebbe quindi “maschera” seguendo l’evoluzione culturale dell’uomo.

Una teoria che può apparire estrema, ma che sta tornando sorprendentemente attuale anche nelle dichiarazioni di alcuni politici americani.
C’è chi parla apertamente di entità multidimensionali, chi collega il fenomeno a dimensioni spirituali o demoniache, chi sostiene l’esistenza di programmi di retroingegneria su tecnologie non umane. Concetti che fino a poco tempo fa appartenevano ai margini dell’ufologia e che oggi entrano nel linguaggio pubblico attraverso figure istituzionali.

Naturalmente, attorno a questo tema proliferano anche derive sensazionalistiche e teorie sempre più estreme: rettiliani, ibridazioni uomo-alieno, manipolazioni genetiche e governi ombra.
È il lato più ambiguo e pericoloso della questione, perché il confine tra ricerca alternativa, suggestione e paranoia può diventare molto sottile. Proprio per questo molti ricercatori invitano alla prudenza, evitando sia il dogmatismo scientista sia l’adesione cieca a qualsiasi teoria.

Il vero nodo rimane un altro: capire perché il fenomeno UFO venga oggi rilanciato con tanta forza da apparati istituzionali che per decenni lo hanno ridicolizzato.
Alcuni parlano di preparazione graduale dell’opinione pubblica; altri di semplice strategia politica; altri ancora di operazioni psicologiche utili a generare paura, distrazione o consenso.

Nel frattempo, negli Stati Uniti cresce anche una certa stanchezza verso queste continue “rivelazioni”.
Molti cittadini chiedono chiarezza su questioni molto più concrete, dai dossier Epstein alle tensioni internazionali, e guardano con sospetto questa improvvisa abbondanza di misteri extraterrestri.
Perché, in fondo, il dubbio rimane sempre lo stesso: siamo davvero davanti a una storica apertura della verità oppure a una gigantesca operazione narrativa costruita per orientare l’attenzione pubblica?

Forse la risposta definitiva non arriverà mai. 

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