Appuntamento della domenica con Enrica Perucchietti – Scrittrice – intervistata da Beatrice Silenzi – Giornalista per la rubrica L’Altra Domenica.

Il milionario Bryan Johnson ha riunito il figlio di 17 anni e suo padre di 70 anni Richard e ha studiato uno scambio trigenerazionale di emoderivati.

Ad aprile 23 sono stati al Resurgence Wellness, una spa medica in cui al 17enne è stato prelevato un litro di sangue, reinfuso in Bryan che, a sua volta, ha donato un litro del suo sangue ​​a suo padre.

La pratica potrebbe avere però effetti collaterali molto pericolosi, come una forte reazione immunitaria.

Bryan Johnson fondatore di Braintree, da anni si dedica in maniera esasperante alla ricerca dell’elisir di lunga vita.

E sempre perennemente alla ricerca di rimedi per essere performante, Elon Musk, con la sua start-up Neuralink, ottiene “finalmente”, dalla Fda (Food and Drug Administration, l’ente regolatorio statunitense in tema di salute pubblica), l’autorizzazione ad avviare i test per impiantare il suo chip in un cervello umano.

Secondo Musk “Questo è un primo passo importante che un giorno permetterà alla nostra tecnologia di aiutare molte persone”.

Per il momento, i prototipi delle dimensioni di una moneta sono stati impiantati nel cranio di animali.

Diverse scimmie sono ora in grado di “giocare” ai videogiochi o di “digitare” parole su uno schermo, semplicemente seguendo con gli occhi il movimento del cursore sullo schermo.

Più volte, a partire dal 2019, il miliardario Elon Musk ha detto che la sua azienda di chip cerebrali avrebbe presto ottenuto l’approvazione della FDA per i test sull’uomo, ma la domanda dell’azienda era stata sempre respinta.

L’obiettivo è in apparenza propositivo perché permette di sviluppare un sistema che possa aiutare le persone paralizzate o affette da malattie neurologiche a comunicare direttamente con un device esterno attraverso il pensiero.

La start-up intende poi rendere questi impianti abbastanza sicuri e affidabili da poter essere utilizzati come interventi chirurgici elettivi, con persone che potrebbero quindi pagare per dotare il proprio cervello di potenza di calcolo.

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