GIOVANI. SENSO DI COLPA COLLETTIVO E FRUSTRAZIONE.

GIOVANI. SENSO DI COLPA COLLETTIVO E FRUSTRAZIONE.
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Su Fabbrica della Comunicazione la rubrica Libero Pensiero è cura di Beatrice Silenzi – giornalista e direttore responsabile, qui con Enzo Pennetta. 

Gravi fatti di cronaca nera ci spingono a compiere riflessioni importanti.
Che cosa abbiamo insegnato ai nostri figli e, soprattutto, cosa siamo diventati come Società?

Dietro ai recenti femminicidi si nasconde davvero il patriarcato, come ci raccontano i Media?

Pennetta sostiene – come pure il filosofo Cacciari – che è totalmente anacronistico parlare di “patriarcato” poiché tale fenomenologia è scomparsa da almeno duecento anni.

Letteralmente il patriarcato (definito come un controllo totalizzante – nella vita familiare, sociale e politica – da parte di uomini anziani) oggi non esiste più.

I nostri anziani non incarnano la saggezza dell’esperienza e della vita vissuta, non assumono più il ruolo di guida della famiglia, come un tempo.

Addirittura quasi non hanno alcun ruolo sociale e non vengono tenuti in alcuna considerazione da parte dei più giovani.

Il discorso sul patriarcato dunque è fuori luogo e da considerare come puramente ideologico. 

Quello che si nasconde dietro queste fenomenologie, invece, è un problema più serio che tocca la grande fragilità di una generazione che non ha prospettive per il futuro.

I giovani di oggi non possono contare su un orizzonte ampio, come quello che si prospettava ai loro pari fino a quarant’anni fa.

Il loro fututro è stato rubato – per usare una frase tanto cara all’ambientalistra Greta – da un Sistema sociale mosso dalla pura competizione economica.
Ma quando anche la progettualità scompare, ecco che l’unica cosa che resta è l’affettività di coppia.

Una coppia di persone fragili, in cui l’altro – il partner, la compagna, la fidanzata, il marito, la moglie – è l’unica ancora di salvezza, mentre tutto intorno il mondo pare disgregarsi e dissolversi.

Soli dunque. Perchè frequentemente, anche il partner è un individuo non strutturato affettivamente, figlio di adulti fragili e impauriti.

Ma non basta, perché i Media sono già pronti con una nuova narrazione e questa volta va a toccare direttamente l’emotività più profonda attraverso un “senso di colpa generalizzato” che viene promosso e veicolato dai mezzi di comunicazione, servendosi del parterre dei soliti noti.

I personaggi di riferimento del momento, beniamini del pubblico, fanno leva sulle debolezze e fragilità collettive e, come sempre avviene nel “divide et impera”, oggi si porta avanti la spaccatura tra uomini e donne, in una contrapposizione in cui i maschi diventano nemici delle femmine.

Soli, insicuri, impauriti, gli individui diventano sempre più deboli, vivono nel timore, circondati da persone che appaiono loro estranee se non addirittura nemiche.

Stiamo cadendo nella trappola che sta polverizzando la società, fatta di singoli che non si fidano l’uno dell’altro, ma che si fanno guidare da una ideologia strumentale, che non li aiuta e li fa sprofondare sempre più in basso.

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