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Su Fabbrica della Comunicazione, la rubrica della domenica mattina a cura di Beatrice Silenzi – giornalista e direttore responsabile – con Enrica Perucchietti si chiama L’Altra Domenica.

La farina di grillo arriva sulle nostre tavole, ma mette a rischio le produzioni locali, il meglio del made in Italy.
L’Unione Europea dà il via libera all’immissione nel mercato della farina di grillo o della polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus, appunto il grillo domestico.

Una celebre rivista propone l’ennesimo sondaggio – realizzato da una non ben nota azienda – su carne sintetica e farina di insetti, per cui pare che 7 italiani su 10 si dichiarino piuttosto curiosi di assaggiare cibi alternativi.

Nonostante le polemiche che si trascinano dietro, la carne sintetica o la farina di insetti, sono oggetto di un marketing importante, frutto della migliore propaganda. 

C’è anche chi scomoda i testi biblici, per avallare la tendenza entomofaga, sottolineando come, nell’epoca successiva all’invenzione della scrittura, si possano trovare testimonianze di tali “prelibatezze” nei piatti degli antichi.

E così si passa da uno scritto siriano del secondo millennio a.C. ad Aristotele, da Plinio all’entomologo del ‘500 Ulisse Aldrovandi i quali – tra fritture e spiedini –  citano di cavallette e cicale, larve, lepidotteri e vermi, fino ai bachi da seta.

Un altro insetto di cui abbiamo sfruttato le proprietà è la cocciniglia – anche se oggi è elaborato chimicamente – che, come estratto viene utilizzato come colorante alimentare per il rosso vivo (l’alchermes).

Infine, c’è la questione degli insetti ingeriti accidentalmente.
Ne mangiamo circa mezzo chilo all’anno, secondo alcuni studi “e non fanno niente, in quantità minime”, assicurano gli esperti, sorvolando, tuttavia, sulle notizie che parlano di pericolo di allergie e tacendo su ipotetici danni alla salute. 

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