FESTIVAL DI SANREMO 2024. VINCE IL WOKE.

FESTIVAL DI SANREMO 2024. VINCE IL WOKE.
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Su Fabbrica della Comunicazione, la rubrica Il Punto di Vista è a cura del giornalista e scrittore Massimo Del Papa – che commenta con Beatrice Silenzi – i fatti del momento.

Eccoci duque alle battute conclusive della kermesse sanremese, mentre si ricordano alcuni momenti che hanno suscitato polemiche e fatto parlare.

Da Fiorello che ha ammesso di aver toppato con la gag sul Ballo del Qua Qua con JohnTravolta (“la più terrificante della tv”) ed Amadeus che “si è divertito tantissimo, perché Travolta era avvisato di tutto”, ma di fatto, ha negato poi il consenso alla liberatoria per l’uso delle immagini oltre la diretta.

A Sanremo, ancora per oggi, si giocano i destini dei nuovi e vecchi arrampicatori nel servizio pubblico, si spostano alleanze, si erigono o demoliscono carriere.

Sanremo è la costosa immagine dell’attualità, in cui tutto è fotografia di un’Agenda dell’Unione Europea, di un’ideologia gender, di una cultura woke sdoganata, che vuole uomini sempre più fluidi e senza identità e donne ipersessualizzate. 

Sanremo in cifre. Amadeus ha preso 700mila euro, la moglie Giovanna messa dappertutto, non si sa, Ciuri circa la metà di Ama. Poi ci sono i 30 cantanti, 50mila cadauno come rimborso spese e gli ospiti si aggirano sulla stessa somma. 

Sanremo è Sanremo. Contro ogni regola e fuori da ogni orario propone, dice Del Papa, un’alluvione di niente, che copre tutto.
Da Big Mama che sentenzia “sono grassa, lesbica e odio Meloni” (ma che poi nessuno può criticare) a Fred de Palma, a Geolier (che canta in napoletano…ancora?) da Clara, a Bnkr, alle miracolate come la figlia di Mango, poca figliola di tanta arte, da Annalisa in reggicalze ai redivivi Negramaro.

Poi ricompaiono i Ricchi e Poveri fuori tempo già nel 1970, la Berté coi labbroni da Muppets che – per l’ennesima volta – ripete di essere incazzata e pazza. 

Tutto è finto. Anche le gaffe che, agli sprovveduti, appaiono innocenti, mentre sono terrificanti. Tutto, anche i sorrisi è a gobbo, non si scappa: la tensione non esiste. 

Tutto viene decantato come “grande energia” ed invece è tutta una moscieria, compresi quelli dei Divani, riesumati per fare la televendita live. È la sagra dell’ovvio, ma soprattutto è il Festival del regime. 

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