WEF. NON POSSEDERE NULLA ED ESSERE FELICI.

WEF. NON POSSEDERE NULLA ED ESSERE FELICI.

Su Fabbrica della Comunicazione, la riflessione settimanale di Enrica Perucchietti commentata con Beatrice Silenzi.

Il World Economic Forum chiede l’abolizione della proprietà dei veicoli privati

Allineato con l’obiettivo dell’agenda 2030, ovvero la garanzia che la gente, pur non possedendo nulla sarà felice, il WEF sostiene questo: “Abbiamo bisogno di una rivoluzione energetica pulita e ne abbiamo bisogno ora”, questo l’incipit dell’ articolo del WEF del 18 luglio intitolato “3 approcci di economia circolare per ridurre la domanda di metalli critici”.

“Ma questa transizione dai combustibili fossili alle rinnovabili richiederà grandi forniture di metalli critici come cobalto, litio, nichel, solo per citarne alcuni.

La carenza di questi minerali critici potrebbe aumentare i costi delle tecnologie energetiche pulite” continua l’articolo.

Bisogna guardare oltre la soluzione attuale e considerare questi tre cambiamenti di mentalità che possono “aiutare a ridurre la domanda di metalli critici”.

Il primo dei cambiamenti di mentalità è incoraggiare le persone a “passare dal possedere all’usare”.

Il WEF afferma che, poiché la maggior parte dei veicoli e altri oggetti vengono lasciati inattivi più di quanto non vengano utilizzati e per consentire una transizione più ampia dalla proprietà all’utenza, anche il modo in cui progettiamo le cose e i sistemi deve cambiare”.

“Questa è la mentalità necessaria per riprogettare le città per ridurre i veicoli privati ​​e altri usi”, aggiunge infine.

Questa cosa sembra segnare l’inizio di un’altra fase. Il Grande Reset è iniziato.

Il video pubblicato è di proprietà di (o concesso da terzi in uso a) FABBRICA DELLA COMUNICAZIONE. E’ vietato scaricare, modificare e ridistribuire il video se non PREVIA autorizzazione scritta e richiesta a info@fcom.it.

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1 Commento

  1. skybus

    Grazie. È sempre interessante approfondire i temi che ponete, confrontarli con altri punti di vista e vedere la potenza della comunicazione. L’importante è non soffermarsi sui virgolettati (spesso messi dai giornalisti) ma andare alla fonte, leggere i documenti originali, per capire ancor di più la potenza della fabbrica della comunicazione. Grazie.

    Rispondi

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