Con Beatrice Silenzi, Massimo Del Papa parla di uno tra i tanti incredibili fatti di cronaca che vedono quali protagonisti sedicenti attivisti dell’ambiente.

A Londra lo scempio è stato compiuto ai danni del celebre “I girasoli” di Van Gogh.

La ventunenne Phoebe Plummer, dopo il gesto ha gridato “Cosa vi interessa di più: l’arte o la vita? Siete più interessati a proteggere un dipinto o il pianeta?” Sebbene l’opera di Van Gogh sia protetta da un vetro, non è chiaro quali saranno le conseguenze dirette ai danni del celebre dipinto del 1888, del valore di 80 milioni di euro.

La polizia di Londra è intervenuta e ha arrestato le due attiviste per “danni aggravati”.

Esposta a Londra presso la National Gallery, l’opera è stata imbrattata da militanti, impegnati nella campagna di protesta anti-petrolio “Just Stop Oil” (Fermiamo il petrolio ora). 

La campagna, lanciata contro i passi indietro nella politica sull’emergenza climatica imputati al governo Tory di Liz Truss, è in corso in Gran Bretagna con azioni mordi e fuggi contro luoghi e trasporti pubblici da parte di drappelli di attivisti radicali.

Il liquido è una salsa di pomodoro.

C’è da chiedersi che senso hanno questi ripetuti episodi in cui, talvolta in nome di una crociata contro il fascismo, l’omofobia, il gender, l’inquinamento, il presunto odio razziale, si pongono in essere degli atti dimostrativi che rispondono sempre agli stessi meccanismi di distruzione di opere d’arte o statue o vessilli che ricordino quello che essi vorrebbero cancellare.

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