Generale Vannacci. Caso politico e mediatico.

Generale Vannacci. Caso politico e mediatico.

di BEATRICE SILENZI

Caso Vannacci, o Caos Vannacci?

Già, perché il polverone politico e mediatico che circonda il Generale – al momento – più popolare d’Italia, è epocale! Sicché anche l’anagramma è più che legittimo.

Ad oltre un mese dall’uscita de “Il mondo al contrario” (libro autoprodotto e pubblicato il 10 agosto) del Generale di Divisione Roberto Vannacci e dopo la sua destituzione, i militari si schierano su fronti opposti sulla posizione di Guido Crosetto, ministro della Difesa.

È stato ufficializzato l’avvicendamento al comando dell’Istituto Geografico militare di Firenze ed è stata aperta un’inchiesta interna in relazione al libro, “per tutelare sia l’Esercito sia il Generale, sovraesposto mediaticamente” si legge in una nota.

In una recente intervista al Corriere della Sera, Crosetto ribadisce “Quando mi sono reso conto che stava montando una pesante polemica e che si stava trasformando in un attacco alla Folgore, alle Forze armate e all’Esercito, quindi al cuore della Difesa, sono intervenuto”.

Nello scritto – oggetto di molte polemiche, che ha avuto il pregio (?) di spostare l’attenzione della massa dai numerosi problemi attuali – il Generale, sul filo del rasoio, espone tesi piuttosto controverse, affermazioni che Crosetto definisce “farneticazioni personali” dell’autore che, nel frattempo, è stato anche denunciato dal Sindacato dei militari.

Sempre al Corriere della sera, Crosetto dice “Certo che rifarei quello che ho fatto perché il ministro alla Difesa, di tutti i cittadini italiani e di tutti i militari, doveva agire così.
Non ho parlato e non mi sono mosso da esponente politico, ma, trattandosi di una cosa che toccava il mio ministero, da rappresentante delle istituzioni, consultandomi con i vertici militari, ho chiesto si facesse chiarezza interna, anche per capire se quel libro fosse stato autorizzato, e poi ho agito con tre fini: tutelare lo stesso generale, le Forze armate e i valori costituzionali e repubblicani”.

Ed ancora. “Non ho puntato il dito. Ho chiesto alle Forze armate di avviare un’analisi serena e imparziale dei fatti.
Perché chiunque indossa una divisa e ha il potere e l’autorizzazione a usare legittimamente la forza, deve mostrarsi ed essere percepito come una persona senza pregiudizi.
Chi ha bisogno di aiuto vuole sentirsi sicuro, qualunque sia la sua religione, la sua cultura, la sua sessualità. E chi rappresenta le forze dell’ordine si deve comportare allo stesso modo rispetto a chi ha davanti.
Se pensassimo che esistono cittadini di serie A e di serie B non rispetteremmo le leggi dello Stato e la Costituzione.
Un rappresentante dello Stato non deve solo avere rispetto di tutti, ma anche dimostrarlo. Anche se pensa, legittimamente, altro. Come un magistrato.
Il cambiamento di funzioni io non l’avrei nemmeno fatto, proprio per spegnere il caso ed evitare che Vannacci diventasse un martire, come è poi avvenuto.
Avrei preferito attendere e vagliare tutte le informazioni. Sono e resto garantista. Il procedimento interno, già avviato, valuterà la posizione del generale e deciderà”.

Gianfranco Paglia, tenente colonnello della Folgore, ex parlamentare del Pdl, intervistato da Repubblica dichiara “Non voglio entrare nel merito, se le affermazioni hanno violato il codice disciplinare sarà sanzionato. Ma non è la politica che deve giudicare noi militari e mi dispiace che sia diventato un caso politico.
Se mi chiede poi se sono pro o contro Vannacci, non rispondo. Voglio essere al di sopra delle parti. Nemmeno ho letto il libro. E non lo leggerò, ne ho già sentite troppe”.

Il generale Mario Arpino, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e della Difesa su Formiche scrive “Si è parlato di autorizzazione e di sanzioni. Io ho lasciato il servizio attivo 23 anni fa, non è che nel frattempo è cambiato qualcosa?
Ho voluto verificare. Il nuovo codice dell’Ordinamento della Difesa in effetti è datato 2010 e comprende ben 2272 articoli.
La “Libertà di manifestazione del pensiero” per i militari è contemplata dall’articolo 1472, in vigore dal 27 marzo 2012, che così recita, i militari possono liberamente pubblicare i loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare o di servizio, per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione.
Nel libro del generale Vannacci non c’è traccia di argomenti riservati di interesse militare o di propaganda politica. Ma allora, dove sta il problema?”.

Il Procuratore generale militare Marco De Paolis, sempre al Corriere della Sera, sostiene che “l’allontanamento dal suo incarico sia stato più che opportuno” e che “I disvalori contenuti in alcune affermazioni di Vannacci così in contrasto con i valori affermati nella nostra Costituzione mi fanno pensare che ci sia un deficit di formazione”.

Il generale Vincenzo Camporini, ex-capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare e della Difesa, su X (ex Twitter!), sempre sul “caso Vannacci”, si interroga su quale sia il “senso dei regolamenti e della disciplina ha un ufficiale che dice queste parole?”

Intanto, come detto, il 22 agosto, il sindacato dei militari ha denunciato il generale Vannacci e, in una nota diffusa, si legge “Premessa la necessità di tutelare la dignità, la reputazione e l’onore dei militari comunque iscritti al sindacato e di quelli comunque facenti parte dell’ordinamento militare appartenenti alle ‘minoranze’ (omosessuali, transessuali, cittadini italiani di seconda generazione) gravemente pregiudicate dal contenuto del testo, questa mattina abbiamo depositato alla Procura militare di Roma una denuncia nei confronti dell’autore”

In difesa del Generale Vannacci, dalle pagine di Repubblica, il presidente dell’Osservatorio, Domenico Leggiero
si schiera sostenendo che “Ancora una volta un ministro che si fida troppo dei vertici, ancora una volta un ministro che preferisce la poltrona al confronto ed al dibattito, ancora una volta un ministro che ritiene prioritari gli equilibri politici all’esame obiettivo della realtà”

Infine, Piero Laporta Generale, ex generale dello Stato maggiore della Difesa, sul suo blog sottolinea che “Il ministro, non solo ha rilasciato dichiarazioni oltraggiose per il generale, offensive per la legge e quindi per tutte le Forze Armate, ma senza alcuna inchiesta formale ha disposto la rimozione dall’incarico del generale Vannacci.”

E rivolgendosi alla premier Meloni continua “È superfluo che io le spieghi a questo punto che il suo ministro della Difesa è inadeguato: ha abusato della propria autorità e ha offeso – costui sì – la legge e la Costituzione della Repubblica, nonché tutti i militari e i cittadini – numerosissimi – che si riconoscono in quanto scrive il generale Vannacci, ovvero riconoscono al generale la fondamentale libertà costituzionale di scrivere quanto ha pubblicato”.

…ed il caso (o caos) continua.

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