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Su Fabbrica della Comunicazione, la rubrica della domenica mattina a cura di Beatrice Silenzi – giornalista e direttore responsabile – con Enrica Perucchietti si chiama L’Altra Domenica.

Entro fine novembre entreranno in vigore nuove misure sul parental control contenute in una delibera dell’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom).

Smartphone con una sim card intestata a ragazzi under 18 o quelle in cui è attiva un’offerta riservata ai minori, non potranno più accedere a siti che trattano contenuti per adulti.

I siti bloccati sono quelli riservati a un pubblico maggiorenne, che mostrano nudità totale o parziale in un contesto sessuale pornografico, o accessori sessuali, o attività orientate al sesso.

Siti che si occupano di gioco d’azzardo o scommesse, o che forniscono informazioni, promuovono o supportano la vendita di armi, o che presentano o promuovono violenza o lesioni personali, comprese le lesioni autoinflitte, il suicidio, o che mostrano scene di violenza gratuita, insistita o efferata.

Siti che promuovono o supportano l’odio o l’intolleranza verso qualsiasi individuo o gruppo o che promuovono pratiche che possano danneggiare la salute, supportando anoressia o bulimia, o l’uso di sostanze stupefacenti illegali, o di alcol o di tabacco.

Siti che forniscono strumenti e modalità per rendere l’attività online irrintracciabile, o anche quelli che promuovono o che offrono metodi, mezzi di istruzione attraverso l’uso di incantesimi, maledizioni, poteri magici o essere soprannaturali.

Il parental control dunque fa un passo in avanti. È il sistema che si occupa di monitorare e bloccare l’accesso a determinati contenuti da parte del bambino.

La restrizione non sarà più soltanto un’impostazione facoltativa rimessa alla discrezionalità dell’Internet Provider e soggetta a pagamento per le famiglie che intendano attivarla, ma opererà un reindirizzamento alla pagina web contenente un avviso di errore.

Il minore sarà infatti avvertito dall’avviso che non può accedere a quel tipo di contenuto poiché inappropriato per la sua età o perché riservato a un pubblico maggiorenne.

Sperando che non diventi – in futuro – una “restrizione” per tutti gli utenti del web, sostiene la Perucchietti.

Altro argomento che riguarda i genitori, o meglio, degli “pseudo” genitori è quello delle reborn dolls, “bambole rinate”, che simulano le azioni quotidiane compiute con figli appena nati.

“In un confronto a un bambino che piange e ha mille bisogni la bambola è comoda”.

“Ci sono persone che lo fanno per motivi strettamente artistici ma si arriva anche a una perdita di contatto con la realtà”.

Ma, sottolinea la Perucchietti, sembra solo l’ennesimo tentativo di sdoganare la patologia mentale. 

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