La Sanità Italiana è un’Azienda. Medici ostaggi del sistema

La Sanità Italiana è un’Azienda. Medici ostaggi del sistema

L’organizzazione Mondiale della Sanità, quando era un ente veramente scientifico di ricerca pluralistica, aveva fissato alcuni criteri per denominare un evento infettivo “pandemia”.

Già soltanto la parola prevede che ci sia un ordinamento che travalica le leggi dello stato e rende possibile fare cose che altrimenti non sarebbero possibili.

Quindi, inizialmente, i criteri per decidere se un’infezione era non era una pandemia, erano questi quattro:

  1. che fosse un agente infettante non conosciuto fino a quel momento, quindi improvviso
  2. che avesse una grande capacità di infettare, quindi una velocità di infezione che poteva quindi riguardare non soltanto un luogo confinato ma addirittura tutto il mondo
  3. vedere quanti stati / territori mondiali erano interessati dallo stesso tipo di infezione
  4. il quarto criterio, che era un criterio dirimente, la quantità di morti che doveva essere molto ingente, milioni e milioni di morti.

Tutto questo creava le condizioni per dichiarare un in un’infezione “pandemia”, quindi di sospendere le leggi ordinarie e di andare a provvedere per cercare di frenare questa situazione.

Nel 2009 l’OMS rivede per la prima volta questi criteri e praticamente scompare il 4° criterio.

Nell’intervista rilasciata a Beatrice Silenzi – Giornalista – la dott. Anna Rita Iannetti – Master PNEI, Specialista in Medicina Biointegrata, Referente aziendale Stress Lavoro Correlato – parla dello stato della Sanità in Italia.

Partendo appunto dal significato del termine Pandemia, si arriva a parlare di linee guida, di aziendalizzazione, di territorialità, della Legge Gelli Bianco.

Da USSL a ASL la trasformazione è stata molto rilevante: la Sanità è diventata un’Azienda a tutti gli effetti, mentre i Medici sono ostaggi del sistema.

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