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Su Fabbrica della Comunicazione la rubrica Libero Pensiero è cura di Beatrice Silenzi – giornalista e direttore responsabile, qui con Paolo Borgognone.

Vladimir Putin è per la quinta volta Presidente della Federazione Russa e vince le elezioni con un incredibile 87,29% dei voti.
Al secondo posto Nikolay Kharitonov, quindi Vladislav Davankov ed infine Leonid Slutsky.

Il risultato più alto mai ottenuto da un presidente eletto e festeggia con un bagno di folla sulla Piazza Rossa.
Congratulazioni da Paesi alleati e simpatizzanti e immancabili critiche dai Media occidentali che accusano la Russia di elezioni falsate, o meglio, “non libere”. 

In carica dal 1999 – dopo le dimissioni di Boris Eltsin – con un’interruzione tra il 2008 ed il 2012 in cui ha assunto la carica di Primo Ministro, Putiin non ha solo vinto, ha ottenuto un autentico plebiscito.

L’identità non si cancella. E questo è stato il modo più forte per dimostrare, ancora una volta, la fierezza del popolo russo, ancora più importante se si lo considera come Paese impegnato in una guerra che si trascina ormai da oltre due anni. 

Così, mentre in Italia i seggi vengono sempre più disertati, quanto accade in Russia appare indubbiamente più evidente. 
Sottolinea Borgognone: “Quando il ceto politico è integralmente espressione di subalternità, la fiducia popolare diminuisce. Quando, invece, è espressione di sovranità, crea attorno a sé impegno e partecipazione”.

Immancabile il commento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha definito Putin una persona “ammalata di potere che non si fermerà davanti a nulla pur di governare per sempre”.

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