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Su Fabbrica della Comunicazione la rubrica Libero Pensiero è cura di Beatrice Silenzi – giornalista e direttore responsabile, qui con Enzo Pennetta.

Il dissenso, nella sua accezione terminologica, sottolinea una divergenza, un contrasto con le linee direttive o ideologiche del Potere.
E, sottolinea Pennetta, specie in un momento storico ben preciso – che in molti ricordano, iniziato con l’emergenza pandemica – improvvisamente ci siamo ritrovati a dire di “No”, a dissentire.

Ebbene quell’opposizione comune, pensata e vissuta insieme, che ha unito tanta gente, si sta lentamente disgregando.
Di quel gruppo compatto, creato nell’emergenza sanitaria, resistono pochi comunicatori, mentre si fa più aspra la differenza di vedute, sia tra i leader del dissenso, sia tra i loro seguaci. 

Certamente l’aprirsi di più correnti, spiega Pennetta, è un bene perché in tal modo si ha la possibilità di seguire quella che si ritiene più convincente, tuttavia, dall’altro lato determina il nascere di fazioni e criticità che non portano a nulla di costruttivo, soprattutto per i fruitori della Rete.

Se è da considerare come un’ingenuità il pensare di abbracciare tutti insieme una visione comune e muovere verso uno stesso obiettivo, è comunque da ritenere deleterio l’aspetto divisivo a cui stiamo assistendo in questo periodo.

Commenti aggressivi che fioccano senza alcun costrutto sulla base di qualche assurda teoria cospirazionista e con l’unico fine di criticare aspramente chi, fino a ieri, veniva esaltato, sono la normalità.

Non mancano visioni distorte della realtà, ritenute verità incontrovertibili, che determinano soltanto l’ulteriore indebolimento di una compagine ormai fragile che – beccandosi come i capponi di Renzo – fa la fortuna di chi è al Potere.

Bastano davvero pochi elementi affinché, anche una persona strutturata, con una carriera irreprensibile venga bollata e stigmatizzata con epiteti lesivi.  

Da un’iniziale, sana modalità di esprimere il dissenso, si è intrapresa la strada della diffidenza generalizzata. In troppi si sono lasciati andare ad una fase degenerativa, mettendo in dubbio tutto ciò che sentono per partito preso, senza considerare che, così facendo, siamo a rischio di una deflagrazione totale e di alimentare insensatamente una guerra in cui tutti sono contro tutti.

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