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Su Fabbrica della Comunicazione la rubrica Libero Pensiero è cura di Beatrice Silenzi – giornalista e direttore responsabile, qui con Anna Rita Iannetti. 

È di Alfred Tomatis la paternità del Metodo. Otorinolaringoiatra e chirurgo, nato a Nízza nel 1920 da genitori italiani, fin dal 1945 ha dedicato la sua vita, prima in Francia, poi all’estero, alle ricerche sull’audizione, il linguaggio e la comunicazione, evidenziando così la relazione esistente tra orecchio, linguaggio e psiche.

Il prof. Tomatis conduce le sue ricerche dapprima nel laboratorio d’audiologia dell’Aeronautica Francese e successivamente nel suo centro di audiologia medica.

Analizzando un campione di soggetti che svolgevano le proprie attività lavorative in ambienti particolarmente rumorosi osserva che le frequenze dei suoni che l’orecchio non riusciva a percepire, erano le stesse che la voce non riusciva a emettere.

Tomatis deduce che questa è una caratteristica valida per qualsiasi soggetto: la persona non è in grado di riprodurre con la voce quelle frequenze che non è in grado di udire.

Il metodo Tomatis è una tecnica di stimolazione sonora e un intervento pedagogico col fine di migliorare il funzionamento dell’orecchio e attraverso di esso la comunicazione verbale.

Le funzioni possono essere alterate a qualsiasi età a causa di incidenti, malattie, traumi emotivi, cattive abitudini acustiche.

A questo cattivo utilizzo dell’orecchio possono conseguire difficoltà d’apprendimento, mancanza di motivazione, facile stancabilità e in certi casi depressione.

Un orecchio che funziona bene è descritto come un orecchio che ascolta bene, che può in pratica concentrarsi tra tutti i suoni della gamma dell’udibile su quelli che vuole ascoltare e tagliare fuori, momentaneamente, quelli che non interessano.

La rieducazione dell’ascolto può essere di grande aiuto all’allievo in difficoltà scolastica, il quale, non percependo i suoni con sufficiente chiarezza per ricostruire in tempo reale il discorso dell’insegnante arriva a stancarsi dopo un’ora di lezione e ad interessarsi più al rumore di fondo presente in classe più che alla voce dell’insegnante.

Insieme all’orecchio, il corpo tutto ascolta e ciò avviene attraverso la percezione ossea.
Una persona che ascolta bene diventa più cosciente del proprio corpo e durante il training audiovocale acquisisce una migliore postura d’ascolto.

Le persone che hanno tendenza ad essere stanche o depresse, hanno spesso una voce piatta, senza tono, con un contenuto molto scarso di alte frequenze.

La stimolazione dell’orecchio tramite la musica filtrata agisce sull’immagine corporea migliorando la consapevolezza e il controllo di tutti i segmenti corporei.

La persona esperimenta un riequilibrio del sistema neurovegetativo, che si riflette in un miglioramento del sonno e dell’appetito.

La persona diviene più fiduciosa nelle proprie possibilità, più consapevole delle proprie capacità e più desiderosa d’usare la propria voce in maniera assertiva.

 

Di seguito il link per approfondire l’argomento sulla Citosonologia

LA VIBRAZIONE DI ORGANI E CELLULE.

 

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